giovedì 19 novembre 2015

Top 7 Tuesday #7 - 7 disagi dello scrittore

Essere uno scrittore non è affatto facile. C'è da trovare il tempo, l'ispirazione, la giusta storia e trama, i personaggi più coinvolgenti... Ma fosse solo questo!
Vediamo 7 disagi che lo scrittore ha provato, almeno una volta nella vita!

1° Il blocco dello scrittore
Questa brutta bestia. E' una leggenda, o esiste davvero? Sicuramente, non è mai come ce lo immaginiamo. Può comparire in forma netta, e resti lì davanti ad una pagina bianca (che sia word o cartacea) a rimuginare a morderti le labbra perché non riesci a far produrre alla tua mente una frase di senso compiuto per il tuo racconto/romanzo che ti piaccia un pochino. Può essere una forma più infima e silente, che consiste in una “mancanza”: di ispirazione, di voglia, di fiducia, di soddisfazione.
Fatto sta che esiste, e bisogna combatterlo.

2° Il quadernetto degli appunti
E' un cruccio, anche se dovrebbe essere un fedele compagno: a volte non lo si trova, si perde, oppure manca la matita. E' un fuggitivo ed un persecutore insieme. A volte sembra che ti guardi, dal comodino, con tutte le sue frasi, i suoi appunti, i suoi personaggi abbozzati, e ti chieda “ehi, scrivi imbecille!”
Ci scarabocchi sopra, ma a volte non riesci a rendere giustizia all'idea originale, che dilemma!
Nei momenti più impensati ti serve, e se lo trovi scrivi velocemente il concetto che vuoi esprimere, ma non sembra mai abbastanza esaudiente. Lo porti nei posti più impensati: al lavoro, a scuola, in facoltà, in bagno, nel letto. Fedele compagno bastardo. E' un rapporto di odio e amore.

3° La scrittura al pc
Molti scrittori (me compresa) preferiscono di certo il cartaceo. Ma ci pensate, a scrivere un romanzo intero a mano? E pensate all'orrore di dover ricopiare tutto al pc?
Quindi, prima o poi, qualsiasi scrittore, anche il più restio alla tecnologia, dovrà accettare la tastiera e incominciare a strimpellarla come una segretaria.
Per me, all'inizio, è stato un vero disagio! E ancora oggi, davanti a uno schermo, la mia ispirazione tende a scemare più facilmente.

4° Le belle idee nel bel mezzo della notte
Sei lì nel lettuccio al caldo, la mente a briglia sciolta, i sogni che si affacciano alla finestra dei tuoi pensieri ed ecco lì, l'illuminazione! Idee eccellenti, che funzionano. Personaggi fantastici. Dialoghi perfetti, emozionanti.
Ma sei nel letto! E con il cervello mezzo addormentato non è facile convincersi a girarsi e muovere le braccia per trovare il dannato quadernetto degli appunti (vedi sopra), o addirittura decidere di alzarsi dal letto per dare inizio ad una sessione ultra-notturna di scrittura spasmodica. Che stress!
Allora a volte si fa il sacrificio, a volte no. Sì, dai, resto a dormire che domani devo alzarmi presto. Tanto domani ricorderò tutto. Sì, contaci.
Il giorno dopo sembra che sia passato un cancellino.
Ma non preoccupatevi, scrittori. La notte migliora le idee col suo fascino, e la maggior parte delle volte esse non sono così stupende come sembra.

5° La preoccupazione sull'essere un bravo scrittore
Ogni scrittore si fa un esame di coscienza ogni tanto. Forse anche più spesso di ogni tanto. Sarò un bravo scrittore? Come posso fare a farmi conoscere? Chiedo a qualcuno di leggere i miei romanzi? E se poi non gli piacciono?
E' un vero disagio essere continamente attaccati da pensieri di questo genere e dalla preoccupazione, che può certo aiutare a impegnarsi e a migliorare, ma che tratta il nostro povero cervello come un mocio strizzato di brutto.
Ma siamo scrittori, non giardinieri, quindi ci teniamo i nostri mal di testa professionali.

6° Le critiche
Se uno scrittore aspira a farsi leggere, prima o poi arrivano: critiche positive dolci come giuggiole, che a volte sembrano false o buttate giù senza troppo criterio, neanche le ascoltiamo perché ci sembra che, chi non trova almeno un difetto, non sia abbastanza dotto in materia; critiche negative, direttive, che sembrano scritte da un dittatore e che si permettono addirittura di consigliarti cambiamenti drastici manco fosse il loro, di scritto. Che disagio! Cambiare o non cambiare? Le critiche negative non piacciono a nessuno!
Le critiche costruttive? A volte vanno bene, di certo sono le preferite, ma non esageriamo: non vogliamo essere invasi da suggerimenti che minano il nostro pieno controllo sulla nostra opera. Dannato orgoglio da scrittore.
Insomma, non ce ne va bene una, di critica. (Ma servono, e ci dobbiamo sforzare di accettarle, CHIARO?)

7° Le domande (e le considerazioni) stupide della gente
Questo disagio accompagna tutta la vita di uno scrittore. Sarà sempre tempestato di domande: da parenti, da amici, ma i peggiori sono i conoscenti che fanno finta di interessarsi alla tua vita.
Sei uno scrittore? E quanto guadagni? Hai uno stipendio fisso?
Lavori per qualcuno?
Che hai pubblicato?
Ah, da indipendente? Ma così nessuno ti leggerà...
Non c'è niente di peggio di qualcuno che non conosce assolutamente nulla dell'ambiente della scrittura e di come girano le cose nelle case editrici e fuori che vuole farti la morale e insegnarti a vivere. Per favore, pensate prima di parlare.


Sabrina

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